La dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è un documento di natura fiscale finalizzato all’assolvimento dell’imposta di successione e, se nell’asse ereditario vi sono beni immobili, di quella ipotecaria e catastale.

Fatti salvi casi particolari (es. defunto residente all’estero), a partire dal 1° gennaio 2020 la dichiarazione deve essere obbligatoriamente presentata – dal contribuente o, in alternativa, da un suo incaricato di fiducia – attraverso mezzi telematici all’Agenzia delle Entrate entro il termine perentorio di un anno dalla apertura della successione. In caso di ritardata od omessa presentazione sono previste sanzioni pecuniarie.

In relazione ai soggetti passivi, sono tenuti alla presentazione del documento fiscale in primo luogo gli eredi e, più in generale, i chiamati all'eredità – salvo che vi abbiano rinunciato – oppure, se minori o incapaci, i loro rappresentanti legali. In secondo luogo, anche gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta, sono obbligati al pari degli amministratori dell’eredità (compresi i trustee) e dei curatori dell’eredità giacente, nonché gli esecutori testamentari, se nominati dal testatore.

È doveroso precisare che opera in favore del contribuente un regime di esenzione al ricorrere cumulativo delle condizioni seguenti: 1) successione in favore del coniuge o di parenti in linea retta del de cuius; 2) asse ereditario di valore inferiore ad euro 100.000,00; 3) assenza di immobili.

Come precisato anche in giurisprudenza, la presentazione della dichiarazione di successione non comporta accettazione c.d. tacita dell’eredità e non vincola il chiamato all’eredità ad accettarla.

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